Conceived Sorrow
Dir en Grey
Il sole che si avvinghia alle spine
Il rimorso si scioglie mescolandosi ai sospiri
Sputo nel sogno che sono stanco di fare e sorrido
Il cuore delle persone che sono state divorate dalla solitudine
Cresce nella crudeltà
Si amalgama nel candore che vi si è sovrapposto
La verità che si è infranta senza volerlo viene contraddetta
L'amore in un sorriso...
Il mattino si è già oscurato ed è morto
Oh, non mi raggiungi, finiamo per separarci
Voglio dormire con le lacrime in una dolcezza immacolata
Le bugie che ho concepito sono radiose
Le lacrime con cui sono affogato in una piscina di rasoi
Sono vagamente dolci...
Il domani si è già oscurato ed è morto
Non posso lasciar perdere né le lacrime, né le bugie, né l'amore
Mi odi... ma dato che non posso tornare...
Oh, non mi raggiungi, finiamo per separarci
Voglio dormire con le lacrime in una dolcezza immacolata
Solo il cielo rosa scuro che porto sulle spalle risuona
La voce che grida... non si sente più...
Subliminal Vision
martedì 11 novembre 2008
sabato 1 novembre 2008
Dir en grey - Uroboros
Gan-shin/Audioglobe
8 Intelligente la mossa dei nipponici, quella di aggiornare le anticedenti profusioni trash grind gotiche attraverso la rilettura di una dinamica rock costantemente votata a colori romantici e sinistramente inquieti (la prestazione sonico-vocale di Red Soil definisce il trat d'union con il parossismo di Saku, la cui tematica viene brutalizzata nelle distanze commoventi della successiva Doukoku to Sarinu).
Formula che non solo consente di rinverdire le inclinazioni tra la forma wake rock psichedelica primigenia e l'odierno calco metal, quasi volesse porsi come l'odierno Macabre (e ci riesce bene, specialmente con Toguro - che coglie spazialità à la Porcupine Tree -, Glass Skin o Dozing Green), ma oltrepassa le prudenti posizioni di Marrow To A Bone verso le filiazioni di casa Neurosis-Alice In Chains e bella triade Naked City-Fantomas-Cannibal Corpse in chiave etno (Reiketsu Nariseba). Pure in seno a metodiche funk prog metalliche (Stuck Man dà stupefancenti ripetizioni ai Red Hot passando per Lynch), Uroboros è il rispettoso superamento di Withering to Death.... prendete fiato e andateci a fondo.
Stefano Morelli.
RUMORE, novembre 2008
8 Intelligente la mossa dei nipponici, quella di aggiornare le anticedenti profusioni trash grind gotiche attraverso la rilettura di una dinamica rock costantemente votata a colori romantici e sinistramente inquieti (la prestazione sonico-vocale di Red Soil definisce il trat d'union con il parossismo di Saku, la cui tematica viene brutalizzata nelle distanze commoventi della successiva Doukoku to Sarinu).
Formula che non solo consente di rinverdire le inclinazioni tra la forma wake rock psichedelica primigenia e l'odierno calco metal, quasi volesse porsi come l'odierno Macabre (e ci riesce bene, specialmente con Toguro - che coglie spazialità à la Porcupine Tree -, Glass Skin o Dozing Green), ma oltrepassa le prudenti posizioni di Marrow To A Bone verso le filiazioni di casa Neurosis-Alice In Chains e bella triade Naked City-Fantomas-Cannibal Corpse in chiave etno (Reiketsu Nariseba). Pure in seno a metodiche funk prog metalliche (Stuck Man dà stupefancenti ripetizioni ai Red Hot passando per Lynch), Uroboros è il rispettoso superamento di Withering to Death.... prendete fiato e andateci a fondo.
Stefano Morelli.
RUMORE, novembre 2008
Iscriviti a:
Post (Atom)
